Quando l’uomo dice «non mi hai ancora detto chi ti ha insegnato a scolpire il legno», capisci: non è una domanda, è un’accusa velata. In *Dove sei, amore mio*, ogni gesto è un indizio, ogni sguardo una confessione. E lei? Con quel cerotto sul collo e lo sguardo perso… ci spezza il cuore 💔
In *Dove sei, amore mio*, il dialogo freddo di lui contro le lacrime silenziose di lei crea una tensione da brivido. Quel «divorzieremo quando starai meglio» non è dolcezza: è un coltello avvolto in seta 🩸 La scultura di legno? Un dettaglio geniale che rivela tutto prima delle parole.