Il dottor Carlo entra con la sua valigetta, ma il vero male è già dentro casa. In *Dove sei, amore mio*, ogni scalino che sale è un passo verso la verità nascosta. La tensione tra le stanze, i silenzi pesanti, il sangue sulle piastrelle: questo non è un dramma, è un grido soffocato. 😶🌫️
In *Dove sei, amore mio*, il bagno non è solo uno spazio fisico: è una prigione emotiva. La protagonista, sanguinante e urlante, diventa simbolo della violenza domestica mascherata da ordine. La governante in nero, con il suo fiocco bianco, è l’ipocrisia incarnata 🩸✨