Banchetto Mortale
Vigilia di Capodanno, Giulia assalita da un intruso, il marito Matteo lo uccide per difesa. Durante il banchetto di ringraziamento per i "salvatori", il cagnolino muore avvelenato: tutti gli ospiti diventano sospetti, il gioco mortale inizia allo scoccare della mezzanotte.
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La donna in bianco e il suo silenzio urlante
Le sue mani strette, gli occhi lucidi, il vestito impeccabile mentre il caos esplode: lei è l’anima del Banchetto Mortale. Non grida, ma ogni battito delle sue ciglia dice più di mille dialoghi. La forza sta nel non cedere al caos. 💫
L’uomo grigio: quando l’indifferenza diventa colpa
Lui osserva, annuisce, sorride… eppure non agisce. In Banchetto Mortale, la sua giacca grigia simboleggia l’ambiguità morale: non è colpevole, ma nemmeno innocente. Il vero orrore? La normalità che assiste senza intervenire. 😶
Il prigioniero con il nastro giallo: vittima o complice?
Bocca sigillata, corpo legato, ma occhi che parlano troppo. In Banchetto Mortale, il suo ruolo è ambiguo: è il testimone muto o il pezzo mancante del puzzle? Quel nastro giallo non nasconde solo la bocca… nasconde anche la verità. 🤐
La scena finale: il tavolo apparecchiato per la tragedia
Arance, vino, piatti sporchi… e un corpo a terra. Banchetto Mortale ci ricorda che il male si serve con eleganza. La festa è finita, ma la tensione resta nel bicchiere mezzo pieno. Chi ha versato il vino? Chi ha pulito il coltello? 🍷
Il gilet giallo che racconta tutto
Quel gilet giallo non è solo un costume: è una confessione. Sangue finto, ma paura vera. Il suo sguardo tra il tragico e il comico rivela il cuore di Banchetto Mortale: la violenza come teatro, e noi spettatori complice. 🎭 #DrammaDomestico