Tra Veleno e Anima
Alessandro Visconti, il potente capo di Verona, è affetto da Corpo Puro Yang: solo con la giovane studentessa Serena Neri, unica Corpo Puro Yin, potrà sopravvivere.
All’inizio la sposa per interesse, ma finisce per innamorarsi.
Dopo un inganno familiare, i due si uniscono, senza sapere che anche Serena rischierà la vita.
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L’ospedale come teatro del dolore
Le luci al neon, i corridoi sterili, il registro rosso sullo schermo: in Tra Veleno e Anima l’ambiente non è sfondo, è complice. La ragazza in pigiama a righe sembra già scomparsa, mentre la bambina cerca di riportarla nel mondo con banconote stropicciate e preghiere senza parole. 💔
Quando il denaro diventa preghiera
Nella scena finale, la bambina conta i soldi a terra come fossero grani di incenso. In Tra Veleno e Anima, il denaro non compra cure: compra speranza. E quando cade in ginocchio, non chiede aiuto — chiede giustizia. Un dettaglio così piccolo, così devastante. 🙏
Il dottore che non guarda
Lui passa accanto, lei gli afferra la gamba. In Tra Veleno e Anima, il medico non è cattivo — è distratto, umano, fragile. Ma la bambina sa che anche i fragili possono rompersi… o ricucirsi. Quel momento di contatto è il vero punto di svolta. 🩺✨
La pioggia e i fari che salvano
Alla fine, sotto la pioggia battente, lei resta sola davanti ai fari. Non è abbandono: è attesa. In Tra Veleno e Anima, quel veicolo non è una macchina — è un’arcata celeste in movimento. E forse, questa volta, qualcuno finalmente si fermerà. 🌌
La bambina che spinge il destino
In Tra Veleno e Anima, la piccola con le trecce non spinge solo la sedia a rotelle: spinge l’anima di chi guarda. Ogni suo gesto — il denaro raccolto, le mani giunte, lo sguardo supplichevole — è un colpo al cuore. 🌧️ La sua disperazione silenziosa è più forte di mille dialoghi.