Marte non accetta il divorzio e la sua reazione è comprensibile ma anche egoista. Quando dice 'il divorzio è impossibile' mostra tutta la sua frustrazione. Però poi, parlando con Vito, rivela un lato più tenero. È un personaggio complesso, non solo un marito arrabbiato. La scena del telefono aggiunge tensione. In 30 Giorni per Ricominciare ogni personaggio ha strati da scoprire.
Il piccolo Vito che piange chiamando 'Mamma!' è la scena più straziante. La sua innocenza contrasta con la durezza degli adulti. Quando dice 'Non voglio tornare!' si capisce quanto sia confuso. Ma la promessa al papà di non far soffrire la mamma mostra una maturità sorprendente. In 30 Giorni per Ricominciare i bambini non sono solo comparse, hanno un ruolo fondamentale.
Le battute in questa scena sono scritte benissimo. 'Olivia è la scelta migliore per te' suona come una condanna. E la risposta di Marte 'sei proprio spietata!' è carica di rabbia repressa. Non ci sono urla, ma ogni parola pesa come un macigno. In 30 Giorni per Ricominciare i dialoghi sono armi affilate che feriscono più delle urla. La tensione è palpabile.
Quando Carla chiude la porta dietro di sé, è come se sigillasse definitivamente il loro matrimonio. Quel gesto semplice dice più di mille parole. Marte rimane lì, solo, con il telefono in mano e il figlio che piange. La regia usa gli spazi per raccontare la distanza emotiva. In 30 Giorni per Ricominciare ogni dettaglio conta, anche una porta che si chiude.
L'ultima scena con Marte che accarezza Vito e promette di trasferire l'azienda a Uccino è piena di speranza, ma anche di incertezza. Cosa succederà? Carla tornerà? Il 'Continua' finale è perfetto perché lascia spazio a mille possibilità. In 30 Giorni per Ricominciare ogni episodio è una montagna russa emotiva. Non vedo l'ora del prossimo!