La scena iniziale al poligono di tiro è straziante. Vedere la bambina in giallo che piange mentre l'uomo anziano la consola, e poi l'altra bambina in nero seduta da sola con la pistola... il contrasto è fortissimo. Sembra l'inizio di una vendetta o di un trauma profondo. In Sette Rimorsi ogni lacrima racconta una storia non detta.
Il passaggio dalla bambina che piange alla donna adulta che si guarda allo specchio è magistrale. Gli occhi gonfi di pianto, il trucco che cola, ma poi quella determinazione fredda quando si asciuga le lacrime. Si vede che sta seppellendo il dolore per diventare qualcun altro. Sette Rimorsi gioca benissimo sul tempo che passa.
Avete notato la spilla sul cappotto nero? Quel simbolo con la corona e la lettera sembra un marchio di famiglia o di potere. E le unghie rosse perfette mentre tiene il telefono... tutto in lei urla controllo, anche quando dentro sta crollando. La regia di Sette Rimorsi cura ogni minimo particolare.
Quel bimbo in pigiama con i dinosauri che mangia patatine è l'unica nota di leggerezza in tutto questo dramma. Quando abbraccia la gamba della donna, si vede quanto lei sia combattuta tra la durezza che deve mostrare e l'amore che prova. Sette Rimorsi sa colpire al cuore con gesti semplici.
L'ingresso nella villa sontuosa con quel cancello in ferro battuto e i lampadari di cristallo crea un'atmosfera opprimente. Sembra più una prigione dorata che una casa. La donna cammina come se stesse entrando in un campo di battaglia, non nel suo salotto. Sette Rimorsi ambienta perfettamente le tensioni.
Non servono parole per capire il dolore di questa donna. Il modo in cui fissa il vuoto, le lacrime che scendono senza che lei le fermi subito, poi quel respiro profondo prima di riprendersi... è recitazione pura. In Sette Rimorsi il silenzio parla più di mille dialoghi.
Le due bambine rappresentano due strade diverse: una protetta e coccolata, l'altra abbandonata al suo dolore con una pistola accanto. Chissà quale delle due diventerà la donna che vediamo dopo? O sono la stessa persona in momenti diversi? Sette Rimorsi lascia indovinare e questo è geniale.
Quella scena in cucina con la domestica che sembra spaventata dalla donna in nero aggiunge un altro livello di tensione. C'è qualcosa che non va in quella casa, segreti che tutti conoscono ma nessuno osa dire. Sette Rimorsi costruisce il mistero strato dopo strato.
Quando il bambino l'abbraccia e lei abbassa lo sguardo, per un secondo vediamo la maschera cadere. Quella mano che si stringe, le unghie che affondano nel tessuto... sta trattenendo tutto. Ma quell'abbraccio potrebbe essere la sua salvezza o la sua rovina. Sette Rimorsi non smette di sorprendere.
Quel finale con la scritta 'Continua' mentre il bambino tiene stretta la gamba della donna è crudele. Voglio sapere cosa succede dopo! Chi è quell'uomo anziano? Perché quelle lacrime? Cosa nasconde quella villa? Sette Rimorsi mi ha agganciata e non mi lascia andare.
Recensione dell'episodio
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