All'inizio pensavo che il demone alato fosse il nemico finale, invece era solo un preludio. La vera minaccia arriva dopo, con quel personaggio incappucciato che ride in modo inquietante. La trasformazione della battaglia da fisica a magica è gestita benissimo, specialmente quando l'energia esplode nella mensa.
Il design dell'arma del cattivo è fantastico, specialmente quella bandiera gialla con i teschi che sventola mentre vola. Quando il protagonista la afferra alla fine, si capisce che ha ereditato qualcosa di importante. Dettagli come questo fanno la differenza in L'Eroe che Disse No 99 Volte.
Appare sorridente ma i suoi occhi rossi tradiscono una natura oscura. La scena in cui viene colpita e cade a terra è scioccante, soprattutto perché sembrava alleata. Il contrasto tra la sua bellezza e la violenza subita crea un forte impatto emotivo nello spettatore.
In mezzo a tanta distruzione, vedere quel personaggino paffuto con le ali che vola con la lente d'ingrandimento porta un tocco di leggerezza. È strano come riesca a sopravvivere all'esplosione, ma il suo design buffo bilancia la tensione della battaglia contro i mostri.
Quando il cattivo esplode in frammenti di luce e ossa, la sala viene distrutta completamente. I tavoli ribaltati e i vetri rotti rendono l'idea della potenza dello scontro. È raro vedere una distruzione così dettagliata in una serie animata come L'Eroe che Disse No 99 Volte.