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Esca dietro il muroEpisodio11

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Esca dietro il muro

Federico Labadini, ex membrodella squadra Falco, l'intera squadra è stata uccisa dalla Banda del Lupo, è l’unico sopravvissuto. Dopo quindici anni di ricerche infruttuose, scopre i nemici nel seminterrato vicino. Impedisce la loro esplosione, semina il caos tra loro e si vendica, trovando una nuova vita con una madre e una figlia.
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Recensione dell'episodio

L'atmosfera claustrofobica

La scena nel tunnel è incredibile. Quel topo che corre all'inizio mette i brividi. Si sente subito la tensione tra i personaggi. In Esca dietro il muro la regia usa bene la luce per creare mistero. Non vedo l'ora di scoprire cosa nascondono quelle pareti di roccia umida.

Sguardi che parlano

Non servono molte parole qui. Gli occhi di quello con la camicia a motivi dicono tutto. Paura e rassegnazione. Quello nella giacca di pelle invece è freddo come il ghiaccio. Esca dietro il muro riesce a raccontare una storia di potere solo con le espressioni facciali.

Il gesto della sigaretta

Quel momento in cui accendono la sigaretta è puro cinema. Un gesto semplice che cambia completamente la dinamica. Forse è una tregua o forse una minaccia velata. In Esca dietro il muro ogni dettaglio conta. Il fumo che sale nel buio è poetico e pericoloso.

Luci e ombre

La torcia puntata negli occhi è un classico ma funziona sempre. Acceca la vista ma rivela la verità interiore. La fotografia di Esca dietro il muro merita un premio. Giocano con i contrasti per tenere lo spettatore incollato allo schermo senza respiro.

Il terzo uomo

Arriva improvvisamente quel tizio con i tatuaggi. Cambia gli equilibri nella grotta. La sua camicia stampata è un dettaglio di stile pazzesco. In Esca dietro il muro ogni personaggio ha un peso specifico enorme. Mi chiedo chi comanda davvero qui sotto.

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