L'attacco finale delle spade rosse è stato scioccante. Vedere Antonio Ferrari ridotto in quello stato mentre urlava il nome della sua confraternita è stato duro. Ma il vero colpo di scena è la reazione di chi osserva da lontano. La donna con il cappello di ragno che ordina di invitare Luca Moretti cambia completamente la prospettiva. In La mia vista speciale i colpi di scena sono all'ordine del giorno e questo è magistrale.
L'ambientazione cupa, le catene, le rovine e il cielo tempestoso creano un'atmosfera da incubo perfetto per la narrazione. I dettagli come le ali di pipistrello e gli occhi rossi brillanti aggiungono quel tocco horror necessario. Guardare su netshort applicazione contenuti di questa qualità visiva è una sorpresa continua. La curiosità su quanto sia dura la Regola del Cielo mi tiene incollato allo schermo.
La ironia della sorte per la Confraternita dell'Abisso è totale. Venerano gli spiriti come dei, ma vengono sterminati senza pietà quando osano avvicinarsi troppo. La scena in cui il sacerdote viene schiacciato a terra mentre piange e chiede misericordia è cruda. La donna sul trono che commenta come abbia fatto piangere la Luna Rossa suggerisce che Luca Moretti è un giocatore di livello superiore.
I dialoghi in questa scena sono perfetti. Niente parole sprecate. 'Chi ti ha dato il permesso di andartene?' è una frase che definisce subito il rapporto di forza. E la risposta della sposa con l'ombrello sul fatto che il suo marito sia l'unico dio è un'affermazione di possesso terrificante. La scrittura dei personaggi è profonda e ogni battuta ha un peso specifico enorme sulla trama.
Povero Antonio Ferrari, pensava di poter gestire tre Spiriti Malvagi di classe S come se fossero semplici mogli. La sua fine è stata rapida e brutale sotto l'attacco delle spade rosse. È interessante notare come i membri della Confraternita dell'Abisso venerino questi spiriti, ma vengano trattati come insetti. La scena finale con la donna sul trono di ossa lascia presagire che la storia di Luca Moretti sia appena iniziata.